FIERA MEDITERRANEA DEL CAVALLO Tenuta di Ambelia, Militello (Catania) 10 – 12 maggio 2019 stampa

La Sicilia, naturale pontile dell’Europa nel Mediterraneo, si candida ad ospitare nella prossima primavera un importante appuntamento con il variegato mondo equestre: la Fiera mediterranea del cavallo.

È una iniziativa della Regione Siciliana, che si avvale della collaborazione dell’Istituto regionale per l’incremento ippico. Per tre giorni, dal 10 al 12 maggio 2019, nella Tenuta di Ambelia – la più antica Stazione di monta dell’Isola – decine di razze è quindi si offriranno all’ammirazione di operatori, sportivi, appassionati e curiosi, in un suggestivo contesto di natura e arte, di sapori e colori, nella felice combinazione che la Sicilia ha saputo preservare nella sua plurimillenaria vicenda umana.

Quella di Ambelia, dunque, non è solo una fiera – con le sue caratteristiche commerciali – ma anche una straordinaria occasione per consentire a migliaia di persone, provenienti dall’Italia e dall’estero, di esplorare attraverso il cavallo le nuove frontiere dello sport, della medicina, del turismo, del tempo libero.

Un soggiorno siciliano reso ancor più piacevole dalla ineguagliabile ricchezza della enogastronomia e dei prodotti tipici che “l’Isola del sole” saprà offrire ai visitatori.

La Fiera mediterranea del cavallo sarà ospitata nella Tenuta Ambelia, ad appena 37 km dall’aeroporto internazionale di Catania. Dal capoluogo etneo, la località può essere facilmente raggiunta con appositi “treni storici” degli anni Trenta; con i pullman del servizio di linea ed in automobile, dalla Statale per Caltagirone.

Situata sulle ultime pendici dei Monti Iblei, Ambelia ricade nel territorio di Militello (Catania), centro d’arte proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Nel medioevo, i terreni di Ambelia appartennero ai nobili Barresi e Branciforti, che li utilizzarono come residenza estiva e per la coltivazione della vite, come rivela, del resto, il nome stesso derivante da Ampelos (vite). Dopo l’Unità d’Italia, la Tenuta passò allo Stato, destinandola al Ministero della Guerra che ne fece una Stazione di monta del «Regio Deposito Stalloni».

Nell’ultimo Dopoguerra, la Tenuta è stata acquisita al demanio della Regione, mentre la Stazione di monta è affidata all’Istituto per l’incremento ippico che vi assolve principalmente il compito di allevare, selezionare e mantenere il cavallo puro sangue orientale, razza in via d’estinzione, con caratteristiche e doti uniche rispetto al patrimonio equino mondiale; il cavallo sanfratellano, l’asino ragusano e l’asino pantesco.

Nella Tenuta, che si estende su una superficie di circa 45 ettari coltivati oggi a foraggere e uliveto, sono presenti le antiche scuderie e un edificio del ‘700, di notevole valore storico.