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Pubblicata il 30 Giugno 2015

Pistacchio di Bronte

Descrizione del prodotto

I frutti del pistacchio, riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, leggermente compresse delle dimensioni di un'oliva. Ha un mallo sottile, che si sgretola facilmente e  un seme unico, aromatico, di colore verde chiaro (i produttori lo definiscono "rosso rubino fuori, verde smeraldo dentro"). Il pistacchio di Bronte [l'oro verde] presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane o estere. Frutto di alto pregio, è molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l'intensa colorazione verde. Il Pistacchio verde di Bronte è una pianta ricca non solo di sostanze ad alto valore nutritivo, ma anche di numerosi principi attivi utilizzati in campo medico. L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche. Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico. Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio, poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali. E' particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore.

 

Storia / Tradizioni / Curiosità

Il pistacchio (dal greco Pistàkion) è una pianta originaria del bacino Mediterraneo (Persia, Turchia), coltivata per i semi, utilizzati per il consumo diretto, in pasticceria e per aromatizzare gli insaccati di carne.Non è esagerato dire che è una pianta vecchia tanto quanto il mondo. Era noto e coltivato, infatti, dagli antichi ebrei e già allora ritenuto un frutto prezioso. Riscontriamo per la prima volta la parola "pistacchio" nell'Antico Testamento, successivamente nella Genesi, (origine-nascita del mondo) capitoli 42/43 versetto 11. Assieme ad altre piante allora molto apprezzate, il pistacchio è riportato nell'obelisco, monumento celebrativo, fatto innalzare da Assurbanipal I° (re dell'Assiria, attorno al 668-626 a.C.), nella città di Kolach. Ma era già noto alle popolazioni orientali: Babilonesi, Assiri, Giordani, Greci sin dal III secolo a. C. come pianta dai principi curativi, potente afrodisiaco e come antidoto contro i morsi degli animali velenosi. Plinio il Vecchio, autore dell'Historia Naturalis, parla di Lucio Vitellio Governatore romano in Siria come colui che introdusse la pianta in Italia e Spagna a seguito delle conquiste romane. Nelle sciare del territorio di Bronte si realizzò uno straordinario connubio tra la pianta ed il terreno lavico che, concimato continuamente dalle ceneri vulcaniche, favorì la produzione di un frutto che dal punto di vista del gusto e dell'aroma, supera come qualità la restante produzione mondiale.

 

Contatti

Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte D.O.P.
Piazza Nunzio Azzia,14
95034 Bronte (CT) 
tel:095.7723659  
fax: 095.691373
presidente@consorziopistacchioverde.it
vicepresidente@consorziopistacchioverde.it     
info@consorziopistacchioverde.it

 

Per saperne di più

http://consorziopistacchioverde.it
http://www.bronteinsieme.it

 


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Ultimo Aggiornamento il: 30 Giugno 2015